
Il disturbo ossessivo compulsivo è un disturbo relativamente frequente nel mondo. A seguito della pandemia sanitaria da covid-19 si è registrato un importante incremento soprattutto nei paesi occidentali. In Italia le persone colpite dal DOC (disturbo ossessivo compulsivo) sono circa 800.000. Come si caratterizza questo disturbo?
La persona che soffre di disturbo ossessivo-compulsivo è tormentata da pensieri ricorrenti dal contenuto spiacevole ed è spinta a mettere in atto comportamenti rituali. Le caratteristiche del disturbo sono la preoccupazione per l’ordine, perfezionismo con un importante controllo mentale e interpersonale. Tutto ciò a discapito dell’apertura alla vita e di flessibilità nella propria vita. Nel DOC spesso si presentano improvvisamente alla mente pensieri intrusivi che permangono in modo duraturo e continuo durante la giornata. Le ossessioni sono idee, pensieri, immagini o impulsi che “irrompono da soli” e sono indipendenti dal flusso di pensieri che li precede, sono fastidiosi, nel senso che la persona sperimenta forte disagio e sono privi di senso per la persona che li vive come irrazionali, esagerati o comunque non giustificati e poco legati alla realtà presente. Come conseguenza dell’ansia provata a seguito dell’ossessione la persona spesso mette in atto azioni volte a ripristinare l’equilibrio interiore. Queste sono definite compulsioni ed hanno la funzione di portare un sollievo alla persona, seppure un sollievo momentaneo. Si può uscire dal DOC attraverso un percorso psicoterapico.
La psicoterapia è il mezzo volto a comprendere le ragioni di fondo che hanno mosso la persona a mettere in atto il DOC come sintomo per esprimere un dolore, spesso nascosto e negato. Ogni disturbo ossessivo compulsivo ha un significato specifico ed unico per la persona che ne è affetta: individuare il senso profondo permette di uscire dal blocco e dal dolore che il DOC comporta.