
Il workaholism è quella condizione in cui diventa difficile “staccare” dal proprio lavoro. Il termine viene usato per definire il comportamento patologico autodistruttivo di dipendenza dal lavoro della persona. In questi casi infatti il workaholic tende a mettere in secondo piano la sua vita sociale e familiare sino a causare danni a sé stesso, al coniuge e ai figli. La dipendenza da lavoro è una sindrome che sta aumentando in maniera considerevole negli ultimi anni. Tra le possibili cause vi è la paura di perdere il proprio posto di lavoro a seguito dei cambiamenti socio-economici (estremizzati anche dall’emergenza sanitaria da covid-19 che ha determinato l’aumento dello smart working). Il lavoro agile ha intaccato profondamente il work – life balance riducendo drasticamente il confine fra sfera lavorativa e quella privata. Esistono vari indicatori della dipendenza dal lavoro fra cui: preferire il lavoro rispetto agli hobby, passioni o la famiglia, avere la mente ossessionata sul lavoro attraverso scadenze, riunioni, rapporti con i colleghi, avere una continua paura di perdere il posto di lavoro, lavorare per “riempire” dei vuoti emotivi o ansia e depressione, sfruttare i momenti liberi per lavorare e sentirsi frustrati e arrabbiati se qualcosa di esterno impedisce di dedicarsi al lavoro (es. una cena fra amici).
La persona giunge a richiedere aiuto quando ormai la dipendenza da lavoro ha portato a “bruciare” le relazioni con il mondo intorno a sé. Spesso è il partner del workaholic a richiedere il parere di uno psicoterapeuta per farsi aiutare ad aiutare il proprio compagno/a nella dipendenza da lavoro. Uscire dal workaholic è possibile ma è necessario farsi aiutare attraverso un percorso psicoterapico che permetta di ri-trovare sé stessi anche al di fuori dalle dinamiche lavorative.